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Questo contributo nasce nell’ambito percorso laboratoriale “In partnership per lo sviluppo locale” co-promosso da IRSSeS– Istituto Regionale per gli Studi di Servizio Sociale, Pares e Percorsi di secondo welfare. Qui abbiamo avuto modo di osservare come un percorso in sei incontri online, con cadenza quindicinale, ancora condizionato dalle limitazioni determinate dalla pandemia, richiedesse un impegno non trascurabile nell’assicurare la partecipazione.

La frequenza a distanza favorisce l’adesione di persone che risiedono in luoghi distanti, riduce il tempo richiesto dagli spostamenti, consente di ritagliare momenti nelle giornate lavorative, è compatibile con l’interruzione e la ripresa di attività in agenda. Ma questa flessibilità presenta anche aspetti da governare: proprio perché non è necessario dedicare un tempo fuori sede e perché ai laboratori si può partecipare dalle proprie postazioni di lavoro, accade non di rado che le incombenze lavorative invadano il tempo della riservato ai momenti formativi, determinando disconnessioni temporanee, ritardi o presenze per un tempo ridotto.

Così la flessibilità, l’intermittenza, la discontinuità ci hanno fatto immaginare dei dispositivi per consentire una partecipazione non solo sincrona (che resta la forma principale) ma anche asincrona. Di qui l’idea di attivare momenti che consentissero a chi vi prende parte di riagganciarsi al percorso di formazione e di mantenere connesso il filo del discorso, limitando rischi di frammentarietà. Di seguito proviamo ad illustrare e a discutere brevemente quattro forme di riaggancio.

Riagganci via email

Un primo dispositivo utilizzato è stato l’invio di una mail qualche giorno dopo la sessione di lavoro laboratoriale e prima dell’incontro successivo. Diversi gli obiettivi di questi promemoria tra un incontro e l’altro:

  • mantenere il contatto con i partecipanti assenti agli incontri e aggiornarli sulle attività svolte nel percorso formativo;
  • mettere a disposizione materiali supplementari: registrazioni di alcuni interventi svolti nell’ultimo incontro realizzato, slide presentate, link a materiali utili individuati o segnalati;
  • inviare nuovamente i link per accedere alla videochiamata, alla cartella sul Drive, allo spazio condiviso su Miro, lavagna digitale collaborativa interattiva;
  • ricordare l’appuntamento successivo.

Si tratta, come si vede, di una modalità riconnettiva tutto sommato leggera, che ha il tenore del promemoria, che serve ad intervallare gli appuntamenti e mantenere vivo l’interesse, senza obbligare alla risposta il destinatario del messaggio.

Brevi call per ritrovarsi

Un altro dispositivo per non perdere il filo del discorso e favorire il riaggancio di chi non riesce ad assicurare una partecipazione costante, in particolar modo nell’ambito di un percorso formativo lungo, può essere quello di fissare appuntamenti integrativi distinti dagli incontri calendarizzati. Si tratta di momenti brevi, definiti in fase di progettazione oppure proposti al bisogno nel corso svolgimento delle attività formative.

Questi incontri di riaggancio hanno supportato il percorso di apprendimento assicurando effetti diversi:

  • fare sintesi dei contenuti del precedente incontro formativo;
  • dare informazioni suppletive richieste dai partecipanti;
  • verificare via via il grado di soddisfazione dei partecipanti;
  • riflettere e discutere in modo più informale in piccoli gruppi;
  • attivare collaborazioni e scambi d’idee tra partecipanti;
  • raccogliere feedback in progress e nuove idee dai partecipanti;
  • supportare l’uso della varietà di strumenti a disposizione

E per come si sono svolti, gli incontri sono proprio serviti come momenti di contatto veloce e informale, spazi per approfondire aspetti trattati nel corso delle sessioni di formazione in relazione a interessi specifici, occasioni per chiedere un supporto mirato o sviluppare di una questione di particolare interesse, chiarire questioni puntuali, momenti per ragionare di come contestualizzare e applicare contenuti e spunti proposti nei contesti professionali di provenienza.

Miro board e galleria registrazioni video

Una terza modalità per facilitare l’accesso alle informazioni e allo sviluppo del percorso è quella di mantenere lo spazio di lavoro, creato sulla piattaforma collaborativa Miro, aperto alle persone che prendono parte al laboratorio. Miro consente di mettere a disposizione materiali (slides, testi, immagini, link) e di renderli commentabili e scaricabili.

Inoltre, mantenendo attiva la funzionalità della piattaforma che consente alle persone che hanno partecipato al laboratorio di interagire, la lavagna dedicata al percorso è diventata l’ambiente di lavoro accessibile in modalità asincrona.

E sulla lavagna dedicata al laboratorio abbiamo caricato alcune registrazioni video. Alcuni dei video riguardavano la registrazione di intervento di inquadramento concettuale presentati nel corso del laboratorio, altri video invece riguardano esperienze a cui si è fatto riferimento o materiali utili, altri video ancora la restituzione dei lavori di gruppo o in plenaria. Caricati i video è stato facile indicarli nel corso degli incontri o mandare email informative con il link al board di Miro o il link diretto ai video.

Riprese posticipate

Una quarta modalità si può osservare seguendo la varietà di eventi online: seminari, conferenze, proposte formative che ogni giorno vengono realizzati e… inevitabilmente persi. Sempre più frequentemente vengono proposte forme di ripresa e aggiornamento di quello che è stato realizzato. Modalità per riagganciare chi ha mostrato interesse, si è iscritto all’evento e poi per le più diverse ragioni non ha potuto partecipare.

L’invio del link dal quale poter rivedere in parte o in tutto quello che è stato presentato, la messa a disposizione dei materiali utilizzati, la segnalazione del sito dal quale scaricare documenti e presentazioni costituiscono forme di tenuta dei rapporti e di condivisione delle attività e delle riflessioni sviluppate.

Si tratta di forme di riaggancio che condividono alcune caratteristiche proprie dei processi rendicontativi: informare chi non ha potuto partecipare di cosa è stato fatto e dei risultati raggiunti. Per molti può essere infatti interessante non perdere di vista i temi e le riflessioni che altri, in altri luoghi, hanno approfondito e sviluppato. Si tratta di un modalità che fa dell’aggiornamento un’occasione per mantenersi connessi e della condivisione un’opportunità promozionale.

Considerazioni sulle modalità di riaggancio e connessione

L’esigenza di introdurre e curare momenti di riaggancio ci sembra sia determinata da tre fattori interagenti: il carico di lavoro segnalato dalle persone; la densità delle proposte formative, la modalità online di partecipazione.

Un percorso formativo per essere coinvolgente non solo deve curare gli aspetti contenutistici ma facilitare i processi di integrazione e inclusione tra i partecipanti, anche attraverso momenti meno formali che possano creare quegli spazi vuoti di didattica ma pieni di relazione e condivisione. Momenti che si generano naturalmente nelle pause degli eventi in presenza, che necessitano di un’attenzione specifica da parte degli organizzatori di incontri online.

Un aspetto da non sottovalutare è quello di dare voce ai partecipanti favorendo meccanismi di peer education e la condivisione delle idee e delle strategie tra le persone coinvolte. Creare uno spazio per aggiornarsi reciprocamente, per confrontarsi e conoscersi, superando l’approccio classico ad impostazione trasmissiva, significa dare nuovo slancio all’apprendimento attraverso la pratica e le interazioni tra tutte le persone coinvolte nel percorso formativo, chiamate così a co-animarlo.

La possibilità e la capacità dei partecipanti di rielaborare i contenuti appresi attraverso la propria esperienza, confrontandosi con quelle degli altri partecipanti stimola ideazioni personali e la costruzione di un apprendimento condiviso, maggiormente orientato allo sviluppo di pratiche riflessive.

Perché riagganciarsi

I momenti di riaggancio, pertanto, contrastano l’abbandono del percorso formativo, aumentando la flessibilità nella partecipazione di ciascun partecipante e favoriscono il superamento degli schemi classici dell’azione formativa, proponendo una visione più larga e maggiormente sfumata della formazione che comprenda sia le conoscenze e le loro applicazioni, sia la dimensione soggettiva e intersoggettiva del processo di apprendimento che viene potenziato dalla relazione tra i soggetti coinvolti e dalla loro voglia di mettersi in gioco.

Da un certo punto di vista si potrebbe osservare che sono state utilizzate alcune accortezze di facilitazione impiegate nell’animazione di comunità di pratica e che la formazione viene immaginata come uno spazio e un tempo che richiede forme di organizzazione che in parte dipendono da chi ha il compito di allestire la proposta formativa, in parte dipendono da condizioni organizzative che inducono discontinuità, e in parte dipendono dalla capacità di chi si inserisce in percorsi formativi di agire proattivamente. L’idea è quella di proporre spazi e tempi di formazione più duttili e più estesi, capaci di contenere le frammentazioni delle dinamiche organizzative, di offrire tracciati formativi strutturati e di promuovere occasioni di approfondimenti individuali e di confronto tra le persone, con l’obiettivo di rendere i momenti formativi più rispondenti alle esigenze di chi vi prende parte, più variegati e coinvolgenti.


Riferimenti

Barrilà L., Cau M., Maino G. (2021), Comunità di pratica: metodologia e strumenti, in Barrilà L., Cau M., Maino G. (a cura di), Beni naturali e servizi ecosistemici. Riflessioni ed esperienze dal bando Capitale Naturale, Collana “Quaderni dell’Osservatorio di Fondazione Cariplo”, 38, pp. 81-92.

Bali M. (2021), Entangled Pedagogy Applied to Learning Spaces and Hyflex Teaching, Reflecting Allowed, 05 novembre 2021.

Barrilà L., Maino G. (2021), Interattività e partecipazione negli eventi online, Percorsi di Secondo Welfare, 24 giugno 2021.

Dreyfus S.E. (2004), The Five-Stage Model of Adult Skill Acquisition, Bulletin of Science, Technology & Society, Volume: 24, Issue: 3, p. 177-181.

Grison D., Maino G. (a cura di) (2020), Working smart. Strumenti e competenze per la collaborazione digitale, Quaderni di ricerca di Percorsi di Secondo Welfare, novembre 2020.

 


Questo contributo è parte del Focus tematico Collaborare e partecipare, che presenta idee, esperienze e proposte per riflettere sui temi della collaborazione e della partecipazione per facilitare cooperazione e coinvolgimento. Curato da Pares, il Focus è aperto a policy maker, community maker, agenti di sviluppo, imprenditori, attivisti e consulenti che vogliono condividere strumenti e apprendimenti, a partire da casi concreti. Qui sono consultabili tutti i contenuti del Focus.

 

 

Foto di copertina: Andrea Bacicchi e Graziano Maino, 2021