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Nell’indice sull’uguaglianza di genere 2020 elaborato dall’EIGE, l’European Institute for Gender Equality, l’Italia ha ottenuto un punteggio di 63,5 su 100, inferiore alla media europea di 4,4 punti. La differenza è decisamente marcata nel settore del potere, dove il punteggio italiano è di 48,8 punti.

Le donne che ricoprono posizioni apicali – all’interno di aziende o delle Pubbliche Amministrazioni – sono ancora troppe poche, ed è lecito ipotizzare che sia ancora largamente diffuso lo stereotipo, o preconcetto, che esse non siano adatte a detenere il potere.

Il tema della leadership femminile

Secondo la Banca d’Italia, guardando al mondo del lavoro in un’ottica di genere, il rischio maggiore per le donne rimane quello legato alle numerose barriere al loro ingresso e alla minimizzazione coatta dei risultati conseguiti, soprattutto in campo scientifico. È necessario, dunque, un cambiamento culturale che favorisca, anziché frenare, la leadership femminile.

Ogni persona ha infatti un modo differente di esercitare il potere, e proprio ampliando il ventaglio delle opportunità si possono offrire occasioni e soluzioni diversificate di leadership.

Persiste l’idea che la leadership di successo sia quella maschile, nonostante sia effettivamente aumentato il numero di donne leader. Probabilmente un approccio più inclusivo che permetta a un numero sempre maggiore di donne di accedere a incarichi al vertice è quello che svincola i modelli di leadership da una definizione di genere, così da permettere un miglior esercizio del potere da parte sia di uomini che di donne.

La mia startup è differente: i dati di Pow(H)er Generation

Per valorizzare questo cambiamento, Cariplo Factory ha realizzato l’indagine Pow(H)er Generation. Il report ha voluto valutare la situazione della leadership nel mondo delle startup coinvolgendo 110 realtà innovative italiane.

Benché anche questo settore di recente sviluppo non sembra scampare dalla predominanza maschile ai vertici di potere, Cariplo Factory ha voluto raccontare da vicino alcune startup che stanno favorendo un’inversione di rotta, “un cambiamento epocale” di cui beneficeranno largamente le future generazioni.

Secondo i risultati dell’indagine:

  • Il 74% delle startup è stata fondata da due o più socie, con una collocazione principalmente in Nord Italia (64%) e ancora limitata al Sud;
  • Solo il 2% di esse ha ricevuto investimenti dedicati all’imprenditorialità femminile;
  • L’86% di queste startup è alla ricerca di investimenti che possano sostenere e finanziare la crescita;
  • Le imprenditrici per far crescere il business puntano per l’82% su attività di networking e per il 60% anche su percorsi di empowerment per i dipendenti e le dipendenti.

 

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