Pillole
Welfare e contrattazione

Premio di Risultato e welfare aziendale, sono 7.600 gli accordi aziendali che prevedono la possibilità di conversione

Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali quasi il 60% dei contratti di secondo livello che prevedono forme premiali regolamentano anche misure di welfare
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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diffuso un nuovo Report sull’andamento dei Premi di Produttività, basato sui dati ricavati dalla procedura di registrazione telematica dei contratti aziendali e territoriali. Alla data del 15 settembre 2020, secondo il documento, erano 12.939 i contratti che prevedono PdR attivi: di questi 10.378 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 7.778 di reddi­tività, 6.170 di qualità e 1.551 prevedono un piano di partecipazione.

Tra gli accordi registrati, inoltre, sono ben 7.616 quelli che regolamentano misure di welfare aziendale (quasi il 59%). Rispetto alla rilevazione dello scorso aprile si registra un aumento consistente dal punto di vista numerico (erano 6.314) e una leggera crescita percentuale (erano il 57%).

I dati del report confermano che il ricorso alla detassazione dei Premi di Risultato in Italia appare molto differente su base geografica, dimensionale e settoriale: il 77% dei contratti si concentra al Nord, il 16% al Centro e solo il 7% al Sud. Per quanto riguarda la dimensione delle imprese coinvolte in questi contratti, il 52% ha un numero di dipendenti inferiore a 50, il 19% ha un numero di dipendenti compreso tra 50 e 99 e il restante 33% ha 100 o più dipendenti. Infine, rispetto al settore di attività economica, il 58% dei contratti si riferisce ai servizi, il 41% all’industria e l’1% all’agricoltura.

Per consultare il Report del Ministero del Lavoro